STORIE BROLESI – TRENT’ANNI CHE SEMBRANO IERI. NELLA MOSTRA ALLA “MULTIMEDIALE” SCATTI INUSUALI DI COME ERAVAMO

PRESENTATA IERI LA MOSTRA FOTOGRAFICA DI COME ERAVAMO A CAVALLO DEGLI ANNI SETTANTA E OTTANTA. SARA’ VISITABILE SIN DOPO L’EPIFANIA. OBBIETTIVO, HA DETTO l’ASSESSORE MARISA BRIGUGLIO, E’ QUELLO DI CREARE UN GRANDE ALBUM FOTOGRAFICO VIRTUALE PER RITROVARCI, RACCONTARCI E FARE MEMORIA. TESTIMONIAL IN SALA VITTORIO BALLATO E NINO SPEZIALE.Una foto dove si ritrovano in tanti.. basta guardare attentamente, Antonio, Franco, Carmelo, Cono “Chiavino”, Giovanni, Leonardo, Calogero, Andrea… e che è l’essenza di questa mostra. Lo splendore della giovinezza prorompente e ribelle, quella di una Brolo che aveva vissuto l’onda lunga del sessantotto, con qualche anno di ritardo, ma ugualmente “rivoluzionaria”, la meraviglia di un paesaggio nella sua trasformazione, anzi devastazione, urbanistica e antropologica. Sono questi gli elementi, tra i tanti di un lungo filo d’emozioni che prende alla gola, alla mente, al cuore, visitando e guardando i pannelli dove sono posizionate le foto.La magia dei ricordi, la nostalgia per quegli anni che non torneranno più, la rassicurante certezza che il tempo – appena appena sopendo il ricordo – non ha distrutto alcun entusiasmo, forse ha solo devastato fisicamente qualche “personaggio”. Ecco la grande bellezza di allora.Nasce così la mostra fotografica voluta da Marisa Briguglio, l’assessore comunale alle politiche giovanili, che da ieri, 23 dicembre, è esposta nei locali dell’Ufficio Turistico, – sala multimediale “Rita Atria”, in via Marina a Brolo, che ancora una volta si dimostra luogo idoneo ad ospitare manifestazioni di tal fatta e che oggi, anche dopo alcuni interventi di restyling, si pone quale luogo idoneo per attività sociali e culturali di grande interesse come le mostre di quest’estate curate dall’architetto Salvo Gentile nel contest di Marevigliosa Brolo.Ma tornando all’oggi. Sono immagini, sono emozioni, sono sentimenti e sensazioni.Sono i volti sorridenti “dentro” feste private, a scuola, a passeggio, nella villa appena costruita, tratte dai cassetti, da album ingialliti, riposti ormai in scatole dimenticate. Foto non “fatte” dai fotografi ufficiali del tempo, i Pidonti (anzi qui ritratti con gli amici), i Bacina, Nunzio Pizzino o un giovanissimo Eugenio Gammeri, ma istantanee scattate da papà imbarazzati, ragazzi dilettanti dietro un obiettivo, senza reflex o digitali… foto venute bene anche per caso che diventano testimonianze.Foto di splendide ragazze che solo il giorno prima erano ancora bambine, di ragazzi che si affacciavano alla maturità, di estati o processioni buone per l’avvio alle iniziazioni adolescenziali.Volti di giovani che da lì a poco avrebbero affrontato la vita, il lavoro, l’emigrazione e che aspettavano la grande onda della vita, e vivevano quei momenti come il loro “mercoledì da leoni” alla pari di Matt, Jack e Leroy che a cavallo degli anni ’70 sulle spiagge della California aspettavano la grande onda dell’Oceano che li avrebbe consegnati all’età adulta.Sono foto, come ha detto Irene Ricciardello, il sindaco di Brolo, anche lei tra i volti adolescenziali ritratti ed esposti in questa mostra, che mostrano un paese che abbandonava le sue realtà rurali popolate da un’umanità che aveva il suo quotidiano di vita onesta ma spesso povera grama, e che percorreva nuove strade, in continuo divenire, ripianate dall’asfalto che sottraevano spazi a giardini e agrumeti, che vedevano nascere sui margini un’edilizia, senza identità, scoordinata, mal organizzata che consegnava un paese che avrebbe atteso per anni il lungomare, e dove, il muretto del bar vedeva nascere amicizie e amori e che poi, alcune, finivano al suono del jukebox.Una mostra interessante, che ha avuto due testimonial d’eccezione, Vittorio Ballato, poeta dialettale, che fotografa in rima il paese e i suoi personaggi e Antonino Speziale, sindaco, insegnante ora scrittore, che ha raccontato, lucidamente, qui tempi, narrando le sue esperienze, parlando di uomini e fatti, di politica e intrecci sociali, regalando immagini di quel paese che aspettava la sua grande onda.Marisa Briguglio, che ha ringraziato per l’aiuto dato il consigliere comunale Antonella Raffaele e Claudia Ricciardello per la ricerca della foto, ha evidenziato che questo è un primo passo di un grande progetto, quello di raccogliere in un album virtuale gli scatti di quel periodo, conservati nei cassetti, farli rivivere, digitalizzare i vecchi fotocolor, affinchè le foto diventino il tramite fra due vite, quel che eravamo e ciò che siamo, frammenti di passato lungo un attimo, fuggente eppure ancora così attuale.A condurre l’evento, Massimo Scaffidi, tra i ragazzi di allora.… una mostra da vedere.