Il cinema comunale - Prima di parlare che sappiano bene i fatti
- 15 Settembre 2014
- (Comunicati)
Il leader del Movimento "Cambiamo Brolo dal Basso", il signor Nino Armenio propone di salvare il nostro comune dal dissesto riaprendo il cinema comunale, ed utilizzando gli incassi per fare cassa :-).
A parte che evidentemente il signor Armenio non si rende nemmeno lontanamente conto dei debiti che ha il nostro ente. Con il cinema aperto H24 per un anno intero forse potremmo pagare qualche piccolo creditore.
Ma la cosa che trovo più scorrettamente politica è che questi signori dalle ricette miracolose non hanno nemmeno la correttezza di informarsi o magari venire al comune per chiedere e comprendere il motivo per il quale il cinema non è stato ancora riaperto. Se lo avesse fatto il signor Armenio avrebbe appreso, con immenso sconcerto immagino, quello che abbiamo scoperto noi qualche mese fa, e cioè che qualcuno circa un anno e mezzo fa ha di fatto smantellato il nostro cinema comunale, segando (si proprio segando materialmente) lo schermo e portandoselo via, insieme al proiettore ed all'impianto acustico.
Tutto incredibilmente e misteriosamente scomparso ed esprimo i miei dubbi che questo sia potuto avvenire con l'autorizzazione (sembrerebbe) di qualche ex amministratore.
Una situazione già denunciata, come afferma il vicesindaco a chi di dovere.
Successivamente, visto l'intenzione di riaprire il nostro cinema comunale, cosa che questa amministrazione vuole fortemente ben comprendendone il valore sociale e culturale, abbiamo chiesto qualche preventivo a ditte specializzate del settore. E tutte concordano, alla luce di tutto quello che manca all'interno della struttura, [ma sopratutto per rendere la sala predisposta all'uso delle nuove tecnologie, tipo le proiezioni 3D] ci vogliono circa 100 mila euro. Cifra che al momento non è nella disponibilità dell'ente.
Rimane dunque una sola grande possibilità, per altro utilizzata proprio per l'apertura del cinema circa quindici anni fa, trovare un investitore-imprenditore, che si assuma l'onere della riqualificazione della struttura sotto il profilo tecnologico e impiantistico, in cambio di un periodo di gestione della stessa.
Allora lo fece il compianto Enrico Caruso. Lui amava il cinema ed era un imprenditore "puro". Trasformò la sala adibita ormai solo ai porno di terza categoria, in un cinema d'eccellenza. Investì tempo e denaro. Fece una scommessa e la vinse e con lui molte aziende brolesi che ricavaro frutti economici da quel flusso di spettatori.
E già Enrico Caruso pensava alla ridisegnazione di quell'area. A riaverne la gestione - dopo che ne era stato privato per problemi societari. Lui pensava alla grande. E sognava di realizzare due sale. Un progetto fattivo, geniale, importante. Ma il sogno si spezzò con la sua improvvisa quanto prematura morte. Ora la sala è lì... con i suoi problemi, i suoi costi, le sue luci spente.
In tanti, e non solo di Brolo, si augurano che si possa trovare una soluzione per ridare un "cinema" a chi lo desidera. Senza ricette magiche, o miracolose. Si può fare. Sotto a chi ci crede!
Scaffidi Gaetano (vicesindaco)